
NOLI ME TANGERE
LOIS ANVIDALFAREI
ARTWORK DETAILS
Bronze
dimensions: 39x147x85
year: 2017
Hotel location: reception gallery


ARTIST BIOGRAPHY
Lois Anvidalfarei è nato nel 1962 a Badia in Alto Adige. Ha studiato all’Accademia di Arti Figurative di Vienna. Numerosi i lavori pubblici e gli allestimenti di presbiteri, in Italia e all’estero. Tra le mostre ricordiamo il 2013 l’esposizione al MACRO-Testaccio e la partecipazione alla 54. Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Arsenale nel 2011. „Dieser Körper, der nicht aufhört“, Barlachhalle K, Amburgo, 2018. „Körper“, Museo Civico, Ratisbona, 2018. “Viandanti”, Castello di Pergine, 2020. “Trio”, Trostburg, 2023. “Lois Anvidalfarei”, borgo antico di Soave, 2023. Lavora con Alessandro Casciaro Art Gallery di Bolzano, Galerie Maier di Innsbruck.Tra le pubblicazioni dei suoi lavori, la monografia Lois Anvidalfarei curata da Peter Weiermair, 2004; la monografia Lois Anvidalfarei, curata da Philippe Daverio, 2013 e la monografia Conditio Humana, curata da Günther Oberhollenzer 2023. Lavora e vive a Badia.

(…) Altrui, nemmeno altrui è donna. Altrui è un richiamo lontano,
una dissolvenza della verità, l’autorità di una classificazione.
È senza nome, a volte, solo a volte è madre, figlia, moglie, amante.
E Pampinea ordina di servire buon cibo su tovaglie bianche,
e vino finissimo, i bicchieri d’argento e i fiori di ginestra.
Roberta Dapunt da “manifesto sine doctrina”, Il verbo di fronte, Einaudi 2024
Mi piace la donna di Kubin, quella
dal ventre grosso e le cosce grandi, patrimonio
di quantità terrena e i seni dalla sottile espressione,
quasi non esistesse altro che il grembo materno.
Mi piacciono i capelli della donna di Kubin, lunghi e scuri
folto di notti ispirate ai sensi e le mani,
mi piacciono le mani delle donne di Kubin, tragiche dita,
il loro ordine elevato alla potenza drammatica
di colei che non possiede nulla se non la terra che la sostiene,
la mantiene alta e non la diminuisce.
E semina, semina la donna di Kubin, gli etimi di popolo
remoti e prossimi. La donna di Kubin, mi piace la donna di Kubin.
Roberta Dapunt da Sincope, Einaudi 2018
